112, multe salate in caso di abuso

Dallo scorso 3 ottobre, attraverso l’Ordinanza d’Urgenza del Governo n. 62/2019, i limiti minimi e massimi dell’ammenda per coloro che chiamano abusivamente il 112 sono stati elevati rispettivamente di 3 e 5 volte; quindi, allo stato attuale, l’utilizzo irregolare del numero di emergenza può comportare una sanzione compresa tra i 1.500 ed i 5.000 lei.

Fino ad oggi l’Ordinanza d’Urgenza del Governo n. 34/2008, concernente l’organizzazione ed il funzionamento del sistema nazionale unico per le chiamate di emergenza, prevedeva l’irrogazione di multe incluse tra i 500 ed i 1.000 lei per l’uso inappropriato del numero unico di emergenza 112 o per l’invio di messaggi impropri al numero 113 (numero unico per i messaggi associati alle chiamate di emergenza), nonché per il falso allarme procurato agli agenti di pronto soccorso.

L’inasprimento delle sanzioni ha lo scopo di ridurre il numero di chiamate false o inutili.

Inoltre, secondo un progetto di legge recentemente adottato dal Senato, coloro che chiamano il numero unico di emergenza 112 senza una reale necessità potrebbero essere tenuti a pagare i costi dell’intervento.

L’obbligo di sopportare i costi dell’intervento è previsto da un disegno di legge che lo scorso 3 ottobre ha ricevuto l’approvazione dei senatori e che, ai fini dell’entrata in vigore e della relativa applicazione necessita del voto favorevole dei deputati, della promulgazione da parte del Capo dello Stato e della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Romania.

In buona sostanza, il disegno di legge in questione stabilisce che coloro che allerteranno inutilmente il pronto soccorso chiamando il numero unico di emergenza 112 dovranno sostenere integralmente i relativi costi, precisamente quelli afferenti l’intervento, l’utilizzo dei mezzi e le prestazioni del  personale.

Lo scopo di questa misura è duplice: da un lato scoraggiare coloro che sono abituati a chiamare il 112 senza alcuna necessità e, dall’altro, evitare l’intralcio dei canali di comunicazione dei servizi di emergenza che, di fatto, ne impedisce l’utilizzo da parte di coloro che hanno effettivamente bisogno di assistenza o soccorso.

 

Avv Salvatore Romano, Studio Legale Sitran