Anno nuovo, imposte nuove (e vecchie)

Dallo scorso 1° gennaio 2019, nella vigente legislazione fiscale se da una parte sono state introdotte nuove imposte dall’altra parte è stata prorogata l’applicazione di determinate imposte; in particolare, continueranno ad applicarsi le imposte addizionali su energia elettrica, gas ed altre risorse naturali, anche se queste avrebbero dovute essere abolite lo scorso  31 dicembre, mentre per converso sono state introdotte nuove imposte per le compagnie che operano nel settore dell’energia elettrica e termica, per le società che si occupano dell’organizzazione di giochi di fortuna e, infine, per le banche è stata prevista la tanto discussa imposta sull’“avidità”.

I provvedimenti sopra riportati sono stati inclusi nell’Ordinanza di Urgenza del Governo n. 114/2018 concernente l’introduzione di misure nel settore degli investimenti pubblici e del bilancio statale, la modifica e l’integrazione di alcune leggi, nonché la proroga di alcune scadenze; ordinanza che è stata poi pubblicata lo scorso 29 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale. Talune misure sono già entrate in vigore da questa data (vale a dire dal 29 dicembre), mentre per altre l’applicazione è avvenuta dal 1° gennaio 2019. 

  1. Le società che organizzano giochi di fortuna online dovranno pagare dal primo giorno del 2019 un’imposta pari al 2% delle quote mensilmente raccolte. La nuova imposta dovrà essere calcolata, dichiarata e versata al Fisco entro la data del 25 del mese successivo a quello in cui sono state riscosse le quote di partecipazione, secondo le regole che saranno stabilite con un’apposita Ordinanza che verrà emessa da parte dell’Ufficio Nazionale per i Giochi e Lotterie. 
  1. Una tassa della quale si è molto discusso nelle ultime settimane è la cosiddetta “tassa sull’avidità”. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2019, le banche potrebbero essere soggette a un’imposta progressiva sulle attività finanziarie svolte. Nello specifico tale imposta si applicherà se la media trimestrale di ROBOR supererà il benchmark del 2%. 
  1. Lo scorso 29 dicembre è stata introdotta una nuova imposta che dovrà essere versata da parte delle società autorizzate ad operare nel settore dell’energia elettricità e termica, nella cogenerazione e nel settore del gas naturale. Tale imposta avrà un’aliquota pari al 2% del fatturato e colpirà le società che svolgono attività autorizzate nei settori sopra indicati. 
  1. Sebbene avrebbe dovuto essere abolita lo scorso 31 dicembre l’imposta sul monopolio nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale, secondo quanto è stato previsto dall’ordinanza di urgenza in esame, si applicherà anche nel 2019, 2020 e 2021. Tale imposta riguarderà non solo gli operatori autorizzati ad effettuare il trasporto dell’energia elettrica e del gas naturale, ma anche ad alcuni distributori autorizzati. 

5. Allo stesso modo è stata prorogata fino al 2021 pure l’imposta sui redditi realizzati per lo sfruttamento di risorse naturali (diverse dal gas naturale). Anche questa imposta avrebbe dovuto essere abrogata alla fine del 2018, ma l’applicazione è stata prorogata per i prossimi tre anni. Tale imposta si applicherà alle società che svolgono attività di sfruttamento di aree forestali, giacimenti di petrolio e miniere di carbone e alle compagnie che svolgono attività di estrazione di minerali ferrosi e minerali metalliferi non ferrosi ed altre attività estrattive.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran