Appalti pubblici, nuovi limiti per le procedure di aggiudicazione

I limiti degli importi applicabili alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici sono stati recentemente modificati con la previsione di nuove soglie introdotte per i consigli comunali, gli enti locali e gli altri istituti pubblici a questi subordinati. Le modifiche apportate alla legge sugli appalti pubblici sono entrate in vigore lo scorso 4 giugno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Romania di un’Ordinanza d’Urgenza del Governo.

In particolare secondo l’Ordinanza d’Urgenza del Governo n. 45/2018 concernente la modifica e l’integrazione di alcune disposizioni legali riguardanti il sistema degli appalti pubblici, nel caso di contratti concernenti l’acquisizione di prodotti o la prestazione di servizi, i consigli comunali, gli enti locali, il Consiglio generale della Municipalità di Bucarest, così come gli altri istituti pubblici a questi subordinati, dovranno rispettare nuovi limiti per l’applicazione delle procedure concernenti i pubblici appalti: il nuovo tetto è di 994.942 lei.

Inoltre, l’OUG n. 45/2018 ha comportato un cambiamento dei valori massimi previsti dalla legge n. 98/2016 sugli appalti pubblici. Di conseguenza i nuovi limiti saranno i seguenti:

  • 977.096 lei, per i contratti di pubblica acquisizione / accordi quadro per la realizzazione di opere pubbliche;
  • 288 lei, per i contratti di pubblica acquisizione / accordi quadro per la fornitura di prodotti e la prestazione di servizi;
  • 376.500 lei, per i contratti di pubblica acquisizione / accordi quadro che hanno ad oggetto la fornitura di servizi sociali.

Allo stesso tempo, l’OUG n. 45/2018 ha stabilito che l’autorità contrattante può utilizzare il criterio del prezzo più basso solo per l’acquisizione di prodotti, la prestazione di servizi o la realizzazione di lavori il cui valore stimato nella gara di appalto non supera i limiti sopra riportati.

Altre modifiche alle previsioni legislative che incidono sul sistema degli appalti pubblici comprendono la possibilità per gli organi decisionali degli enti locali di istituire unità centralizzate per l’approvvigionamento e di determinare le condizioni in base alle quali le autorità contrattanti possono acquistare prodotti o servizi da unità centralizzate. Fino ad oggi simili decisioni potevano essere adottate solo a livello centrale con un apposito decreto del Governo.

 

Avv Salvatore Romano, Studio legale Sitran