Atti amministrativi, termini e modalità per richiederne l’annullamento

Gli atti amministrativi sono atti giuridici posti in essere da un’autorità amministrativa, Pubblica Amministrazione (P.A.) nell’esercizio di una funzione amministrativa; sono espressione di un potere amministrativo, produttivo di effetti indipendentemente dalla volontà del soggetto o dei soggetti cui sono rivolti.

Chi ritiene di aver subito un torto a causa dell’emanazione di un atto amministrativo – come ad esempio per il rilascio di un’autorizzazione o di un permesso di costruzione a favore di un vicino oppure a seguito dell’emanazione di un atto amministrativo a mezzo del quale vengono stabiliti limiti al traffico urbano – può rivolgersi al giudice per chiedere l’annullamento dell’atto amministrativo in questione.

Secondo la definizione giuridica l’annullamento di un atto amministrativo è l’operazione in base alla quale viene rimosso l’atto amministrativo ed i relativi effetti da questo prodotti. In particolare l’annullamento di un atto amministrativo può essere disposto dall’autorità gerarchicamente superiore all’organo che ha emesso l’atto amministrativo o dal giudice competente.

La legge n. 554/2004 concernente il contenzioso amministrativo prevede i termini e le modalità per la presentazione delle richieste aventi ad oggetto l’annullamento degli atti amministrativi affetti da vizi ed emessi dalla Pubblica Amministrazione.

Se è stata rispettata la procedura preliminare – vale a dire la procedura in base alla quale il richiedente, prima di presentare un ricorso al giudice competente, può chiedere la revoca dell’atto amministrativo innanzi alla stessa autorità che ha posto in essere l’atto amministrativo e la risposta fornita dalla P.A. è negativa oppure nonostante il vizio che inficia l’atto amministrativo questo è mantenuto in vigore oppure nell’ipotesi nella quale l’autorità adita non risponde – vi è un termine entro il quale il richiedente, nell’ambito del procedimento contenzioso, può chiedere l’annullamento del provvedimento amministrativo.

Se si tratta di un atto amministrativo individuale che riguarda una determinata persona il termine è di 6 mesi (il quale per giustificati motivi può essere prorogato fino a 1 anno); mentre se si tratta di un atto normativo e come tale concerne un indeterminato numero di soggetti il termine per richiedere l’annullamento è illimitato.

Per quanto riguarda l’atto amministrativo individuale va notato che questo può essere impugnato dal momento in cui è stata completata la procedura preliminare; pertanto, ad esempio, il termine di 6 mesi per la presentazione di una richiesta di annullamento decorre dal momento del rigetto dell’impugnazione da parte della P.A o dalla scadenza del termine previsto per la risposta (di regola, 30 giorni).

Ai fini dell’annullamento e per giustificati motivi il termine di 6 mesi per i singoli atti amministrativi può essere prorogato fino a 1 anno; tuttavia, il termine di 1 anno decorre dal momento in cui viene notificato l’atto amministrativo o dal momento in cui il ricorrente ne è venuto a conoscenza e non dal momento in cui la procedura preliminare è stata completata (la quale procedura è tuttavia necessaria).

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran