Codice amministrativo della Romania, respinta la proposta legislativa

I numerosi regolamenti vigenti nell’ambito della Pubblica Amministrazione avrebbero potuto essere riuniti in un unico atto normativo: il Codice Amministrativo della Romania; ma il relativo disegno di legge non è stato approvato da nessuna delle due Camere del Parlamento.

L’iter legislativo per la realizzazione di un Codice amministrativo della Romania era stato avviato dal Parlamento nel 2018, anche se, nel mese di marzo, il Senato prima e, lo scorso 3 aprile, la Camera dei Deputati poi, hanno respinto il disegno di legge in questione.

Il codice amministrativo romeno riguardava diversi aspetti, quali ad esempio la previsione che dopo la riabilitazione i condannati avrebbero potuto far parte dell’Esecutivo, così come il fatto che sindaci ed i vice sindaci avrebbero beneficiato di pensioni speciali.

Gli scopi del codice amministrativo erano molteplici: riunire i numerosi atti normativi in vigore nel settore amministrativo, utilizzare la stessa terminologia, disciplinare lo status del personale della Pubblica Amministrazione, dirimere il conflitto di interesse per i funzionari pubblici, definire il regime legale della proprietà pubblica e privata dello Stato e degli enti pubblici, etc.

Nello specifico, le aree di intervento del codice amministrativo erano 7 e riguardavano:

  • la Pubblica Amministrazione a livello centrale;
  • il prefetto, la prefettura ed il decentramento dei servizi pubblici;
  • la Pubblica Amministrazione a livello locale;
  • la regolamentazione del rapporto di lavoro del personale della Pubblica Amministrazione;
  • l’esercizio del diritto di proprietà pubblica e privata dello Stato e degli enti pubblici;
  • la responsabilità amministrativa;
  • i pubblici servizi.

In particolare, secondo il documento recentemente respinto dai parlamentari, la struttura del codice amministrativo sarebbe stata la seguente:

  1. Parte I. Disposizioni generali – Definizioni e principi della Pubblica Amministrazione – I concetti oggetto di definizione riguardavano: l’atto amministrativo, l’autonomia locale, la Pubblica Amministrazione, l’autorità della Pubblica Amministrazione, gli enti pubblici, le competenze, i fatti amministrativi, le tipologie di maggioranza, la responsabilità amministrativa, i pubblici servizi, etc.; i principi applicabili alla Pubblica Amministrazione previsti nel progetto di codice amministrativo erano: la legalità, l’uguaglianza, la trasparenza, la proporzionalità, l’imparzialità ed il principio dell’attuazione del programma amministrativo.
  1. Parte II. Pubblica Amministrazione a livello centrale – Norme relative al Governo, ai ministeri e agli enti pubblici, divisi in capitoli: disposizioni in materia di amministrazione: ruoli, composizione, attribuzioni, documenti, rapporti con le altre autorità pubbliche, responsabilità politica e giuridica, le cariche pubbliche dei membri del Governo (con la relativa normativa concernente il conflitto di interessi e l’incompatibilità); regolamenti sui ministeri e sugli enti pubblici; rapporti tra le pubbliche amministrazioni; organizzazione e funzionamento della P.A.
  1. Parte III. Pubblica Amministrazione a livello locale – Norme riguardanti le procedure sul decentramento, il regime generale dell’autonomia locale, l’organizzazione amministrativo-territoriale, le autorità amministrative locali (composizione, ruoli, attribuzioni, funzionamento, atti amministrativi), il segretario dell’unità territoriale-amministrativa e relative attribuzioni, l’iniziativa dei cittadini, lo status e la responsabilità dei rappresentanti locali.
  1. Parte IV. Svolgimento dell’attività amministrativa dello Stato sul territorio – Il prefetto, la prefettura ed i servizi pubblici decentrati. Per quanto riguarda il prefetto erano regolati aspetti relativi a ruolo, attribuzioni, atti amministrativi, diritti e doveri, responsabilità, cancelleria e uffici prefettizi; i servizi pubblici decentrati dei ministeri erano inseriti in un capitolo concernente l’erogazione dei servizi e la relativa cessazione, la gestione amministrativa, l’emanazione degli atti e l’assunzione della relativa responsabilità;
  1. Parte V. Esercizio del diritto di proprietà pubblica e privata dello Stato e degli enti pubblici – Erano previsti regolamenti riguardanti la definizione del diritto di proprietà pubblica e privata, le modalità di esercizio del diritto di proprietà pubblica e privata dello Stato o delle unità amministrativo-territoriali, nonché la difesa e la cessazione del diritto di proprietà pubblica e privata dello Stato o delle unità amministrativo-territoriali.
  1. Parte VI. La regolamentazione del pubblico impiego e le disposizioni applicabili al personale amministrativo – L’assunzione dei pubblici dipendenti, i diritti e gli obblighi di funzionari pubblici, la gestione dei rapporti di servizio, i contratti e i rapporti di lavoro nella Pubblica Amministrazione (ruoli, mansioni, rapporti con i dipendenti pubblici, tipologie di rapporti giuridici, diritti ed obblighi dei dipendenti pubblici, responsabilità, formazione del personale). 
  1. Parte VII. Responsabilità amministrativa – Materia e condizioni del pubblico impiego.
  1. Parte VIII. Servizi pubblici – Regolamenti generali concernenti l’erogazione, la classificazione, la gestione e la cessazione dei pubblici servizi.
  1. Parte IX. Disposizioni transitorie e finali. 

10. Parte X. Modifiche ed integrazioni con gli altri atti normativi in vigore correlati con le disposizioni del Codice Amministrativo.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio legale Sitran