Contrattazione collettiva, ecco le ultime novità

I legislatori stanno preparando una nuova legge sulla contrattazione collettiva il cui scopo principale è quello di risolvere i problemi generati dall’attuale normativa in questo settore.

Ai fini dell’adozione la proposta legislativa sulla concertazione sociale sarà a breve presentata al Senato per il voto finale. I primi a votare il documento saranno, quindi, i senatori e, pertanto, sarà decisivo, ai fini dell’applicazione, il voto dei deputati; per entrare in vigore, il progetto di legge dovrà prima essere adottato da entrambe le Camere del Parlamento, poi promulgato con decreto del Capo dello Stato e, infine, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania.

Le nuove disposizioni proposte hanno come scopo principale l’eliminazione dei problemi generati dall’attuale legislazione in materia – la Legge sulla contrattazione collettiva n. 62/2011 – la quale verrebbe abrogata. Di seguito alcune significative modifiche che verranno introdotte nel settore della contrattazione collettiva.

  1. Adeguata tutela delle rappresentanze dei lavoratori; in buona sostanza, a differenza delle vigenti norme, verranno introdotte espresse disposizioni relative alla scelta dei rappresentanti dei lavoratori. In particolare, per i datori di lavoro con almeno 10 dipendenti che non aderiscono ad organizzazioni sindacali gli interessi dei lavoratori potranno essere tutelati dai rispettivi rappresentanti i quali saranno eletti con il voto di almeno la metà più uno del numero totale dei lavoratori per un massimo di 3 ed il relativo mandato non potrà eccedere i 2 anni.
  1. Divieto di licenziamento dei rappresentanti dei lavoratori; inoltre, il disegno di legge om questione prevede l’introduzione del divieto di licenziamento per i rappresentanti dei lavoratori per motivi inerenti all’espletamento del mandato conferito dai lavoratori. La vigente legge sulla concertazione sociale, invece, prevede tale divieto solo per i membri dei sindacati.
  1. Obbligatorietà della contrattazione collettiva; un altro significativo cambiamento riguarda l’obbligatorietà della contrattazione collettiva per la società che hanno almeno 10 lavoratori. Allo stato attuale invece la contrattazione collettiva è obbligatoria solo se il datore di lavoro ha almeno 21 dipendenti.
  1. Estensione della durata del contratto di lavoro collettivo; per quanto riguarda i contratti collettivi il legislatore intende estendere la durata massima rispetto a quella attuale. In particolare, secondo il disegno di legge in esame, un contratto collettivo di lavoro potrà essere stipulato per un periodo minimo di 12 mesi e massimo di 48 mesi (vale a dire 4 anni). Al momento, la durata minima prevista è la stessa, ma la durata massima stabilita è solo 24 mesi (cioè 2 anni).
  1. Nuove motivazioni per le vertenze collettive di lavoro; a differenza della legge attualmente in vigore sono previste due ipotesi per le quali i lavoratori potranno instaurare una vertenza in materia di lavoro: quando è stata avviata la contrattazione collettiva, se il datore di lavoro non fornisce informazioni sulle condizioni economiche e finanziarie della società o quando il datore di lavoro rifiuta di rivedere periodicamente le clausole del contratto collettivo anche se inizialmente era stata concordata la rinegoziazione a determinate scadenze.
  1. Innalzamento del quorum necessario per la proclamazione dello sciopero; il documento presentato al Senato prevede che per le società che non iscritte ai sindacati lo sciopero potrà essere indetto con il voto favorevole di almeno la metà più uno dei lavoratori. Allo stato attuale invece lo sciopero può essere proclamato con il consenso scritto di almeno un quarto dei dipendenti.
  1. Scioperi di solidarietà; un’altra rilevante novità rispetto all’attuale legge sulla concertazione sociale concerne l’introduzione dello sciopero di solidarietà, che non è invece previsto nella vigente legislazione.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran