Contratti di finanziamento online, cosa c’è da sapere

Una recente decisione dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia della Romania ha statuito che i contratti conclusi online ed aventi ad oggetto l’erogazione di servizi di finanziamento (trattasi quindi di contratti di credito stipulati con istituti finanziari non bancari – IFN) a tutti gli effetti di legge costituiscono un titolo esecutivo anche se non vengono sottoscritti dal cliente. In tali situazioni è evidente che è facile diventare debitori di una IFN seguendo semplici azioni online; ecco perché è importante che i consumatori abbiano diritto ad un informativa trasparente, corretta e completa.

In buona sostanza la decisione della Suprema Corte ha creato le premesse per la stipula di contratti di prestito online i quali rappresentano un titolo esecutivo senza la necessità della relativa firma. In questo contesto diventa essenziale che gli utenti siano adeguatamente informati, diritto che, ai sensi della vigente legislazione, è previsto in materia di tutela dei consumatori.

È bene precisare che la sopra indicata decisione della Corte di Cassazione non modifica i requisiti di informazione, come il diritto del consumatore ad accedere alle informazioni e di avere piena ed adeguata conoscenza dei dettagli del contratto stipulato con il fornitore del servizio: quali il nominativo, la sede, i recapiti, l’indirizzo e-mail, etc.

Ciò che invece viene posto in rilievo dalla Suprema Corte è il fatto che il fornitore dei servizi di credito dovrebbe fornire maggiori e dettagliate informazioni al potenziale cliente, in particolare per quanto riguarda le conseguenze economiche derivanti dalla conclusione del contratto di prestito stipulato online.

L’ordinanza d’urgenza n. 34/2014 (nella sezione relativa alle informazioni sulla conclusione dei contratti a distanza) prevede che “Le informazioni contrattuali devono essere presentate in lingua romena ed in una forma accessibile in modo che possano essere facilmente comprese dal consumatore”.

Pertanto, l’obbligo di rendere accessibili le informazioni potrebbe essere interpretato nel senso che, d’ora in avanti, gli operatori dovranno tenere conto del fatto che la conclusione di un contratto di credito con una società finanziaria in modalità remota implica anche un obbligo per tale IFN di garantire che il cliente venga adeguatamente informato prima della effettiva conclusione di un simile accordo attraverso la rete internet.

Il rischio che un cliente stipuli un contratto di finanziamento senza essere adeguatamente informato è ovviamente più elevato se l’utente non deve firmare nulla; in tal senso si potrebbe sostenere che la sottoscrizione del contratto avrebbe un ruolo fondamentale al fine di attirare l’attenzione del firmatario in merito agli obblighi nascenti dall’accordo posto in essere.

La Direttiva Europea n. 2011/83 (la quale è stata recepita nella legislazione romena) nel relativo preambolo fa persino riferimento ad un modo efficace in cui l’obbligo di cui sopra potrebbe essere adempiuto: “È  importante che, nel caso di contratti a distanza conclusi attraverso i portali web, prima di effettuare l’ordine il consumatore possa leggere e comprendere appieno le principali clausole del contratto”. La soluzione di seguito suggerita è che “Questi articoli vengano visualizzati nelle immediate vicinanze della conferma della richiesta per l’ordinazione” (preambolo della Direttiva, punto 39).

La legge di riferimento in materia è contenuta nella Direttiva Europea n. 2011/83 che ha modificato la direttiva n. 93/13 la quale rappresenta la normativa di base che è stata recepita dallo Stato Romeno attraverso l’ordinanza di urgenza n. 34/2014.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran