Corte di Cassazione, niente divorzio tramite il mediatore

Nel pronunciarsi a proposito di un ricorso sulla legittimità di una legge l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia della Romania ha recentemente statuito che i coniugi non possono divorziare solo sulla base di un accordo raggiunto attraverso l’intervento di un mediatore. Il ricorso in questione è stato promosso dall’Avvocato del Popolo il quale ha ritenuto che il divorzio è un’azione strettamente personale e come tale non può essere soggetto all’istituto della mediazione; pertanto, i coniugi non possono chiedere al giudice di prendere atto di un simile accordo. La giurisprudenza finora è stata divisa: alcuni ritenevano che si potesse divorziare sulla base di un semplice accordo di mediazione altri invece sono stati di avviso contrario.

La decisione della Corte di Cassazione diventerà obbligatoria solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Romania, momento a partire dal quale sarà disponibile anche la relativa  motivazione. In buona sostanza, la Suprema Corte ha cercato di chiarire l’interpretazione delle disposizioni della Legge n. 192/2006 concernente la mediazione e l’organizzazione della professione di mediatore, in riferimento alla possibilità che il divorzio possa avvenire attraverso la mediazione.

Particolarmente rilevanti sono state le disposizioni relative al fatto che diritti strettamente personali, e quindi indisponibili, non possono essere soggetti a mediazione. È bene precisare che, in base a quanto statuito dalla Corte di Cassazione solamente il divorzio in sé non può essere effettuato attraverso la mediazione. I coniugi potranno invece utilizzare lo strumento della mediazione per stabilire gli altri elementi concernenti il divorzio.

In pratica, secondo quanto statuito dalla Suprema Corte, si tratta della “Soluzione dei problemi accessori al divorzio”. Così, attraverso un accordo di mediazione, i coniugi potranno scegliere la forma del divorzio (ad esempio scioglimento per colpa di entrambi i coniugi o addebito personale ad un solo coniuge) oppure accordarsi su altri aspetti (ad esempio, il cognome di uno dei coniugi dopo il divorzio) purché venga sempre rispettato l’interesse superiore del minore.

Fino a quando non verrà pubblicata la motivazione della decisione pronunciata dalla Corte di Cassazione è disponibile solo l’opinione dell’Avvocato del Popolo, il quale ha formulato il ricorso di legittimità in questione. In particolare, secondo l’Avvocato del Popolo, il divorzio tra i coniugi non può essere pronunciato dalla competente autorità giudiziaria sulla base di un accordo di mediazione. Pertanto, i coniugi non potranno rivolgersi ad un mediatore, concordare il divorzio e quindi chiedere al giudice competente di omologare l’accordo di mediazione relativo allo scioglimento del matrimonio.

Sono due le ragioni principali in base alle quali l’Avvocato del Popolo ha ritenuto che non è possibile lo scioglimento del matrimonio attraverso un accordo di mediazione:

1) Il divorzio è un’azione strettamente personale e come tale è escluso dalla sfera degli elementi che possono essere soggetti a mediazione. Essendo in stretta connessione con la vita intima e familiare dei coniugi il divorzio ha effetti su questioni personali. Inoltre, l’Avvocato del Popolo ha rilevato la particolare natura del divorzio il quale comporta l’applicazione di procedure speciali per tale istituto. Tutti questi aspetti evidenziano il carattere strettamente personale dell’azione.

2) L’Avvocato del Popolo ha altresì affermato che è possibile sciogliere il matrimonio solo nei casi espressamente previsti dalla legge: innanzi ad un ufficiale dello stato civile, al notaio oppure davanti al giudice compente. La mediazione invece comporta il raggiungimento di un accordo con l’ausilio di un mediatore il quale, quindi, non rientra in nessuna delle suddette categorie.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran