Covid-19: quarantena, isolamento ed indennità, ecco cosa c’è da sapere

I lavoratori posti in quarantena o messi in isolamento hanno diritto ad un congedo per malattia ed a percepire la relativa indennità il cui importo è leggermente inferiore all’ammontare del salario che avrebbero ricevuto se fossero stati impiegati dal datore di lavoro. In particolare, secondo l’OUG n. 158/2005, l’importo dell’indennità di malattia ammonta al 75% della busta paga e viene calcolato sulla base media del reddito lordo mensile degli ultimi 6 mesi e con riferimento agli ultimi 12 mesi di contribuzione.

Nella prima fase gli importi necessari per l’erogazione dell’indennità di malattia ai fini della quarantena sono versati dal datore di lavoro che, successivamente, potrà portare in deduzione le somme erogate le quali vengono stanziate attingendo dal bilancio del Fondo Nazionale Unico di Previdenza Sociale.

Ovviamente la decisione sull’istituzione dello stato di quarantena per i dipendenti nonché la messa in congedo per malattia non può essere adottata dal datore di lavoro bensì dalle competenti autorità attraverso i dipartimenti di pubblica sanità.

Il congedo per malattia viene prescritto dal medico curante (di famiglia o specialista) dopo che il lavoratore esce dallo stato di quarantena e viene rilasciato sulla base del certificato emesso dagli organismi specializzati delle direzioni della sanità pubblica e solo per il mese corrente o per il mese precedente.

La procedura per la fruizione di un congedo per malattia in caso di quarantena prevede le seguenti fasi:

  • lo stato di quarantena è istituito e dichiarato dalle competenti direzioni di pubblica sanità;
  • per i lavoratori ai quali è vietato continuare l’attività a causa della patologia contagiosa i dipartimenti sanitari rilasciano i certificati attestanti la durata del periodo di quarantena;
  • questi certificati potranno essere ritirati anche dai familiari dei lavoratori messi in quarantena;
  • sulla base dei suddetti certificati le direzioni sanitarie, i medici di famiglia oppure i medici specialisti rilasceranno quindi i necessari documenti per la fruizione del congedo per malattia in caso di quarantena.

Se il lavoratore che è entrato in congedo per la quarantena ha prestato servizio in diversi luoghi potrà beneficiare di un indennizzo da parte di tutti i datori di lavoro, indipendentemente dal fatto che vengano soddisfatte o meno le condizioni del periodo di contribuzione.

Durante il periodo di quarantena il contratto di lavoro viene sospeso; in base al vigente codice del lavoro una delle situazioni elencate per la sospensione legale del contratto di lavoro è la quarantena, anche se la relativa nozione non è chiara. L’unico riferimento alla quarantena che esiste ancora nell’attuale codice del lavoro è prevista per i casi nei quali un dipendente non può essere licenziato: “Durante la sospensione delle attività a causa dell’istituzione della quarantena”. Pertanto, come nel caso degli altri congedi per malattia, anche durante il periodo di quarantena i lavoratori costretti all’isolamento non possono essere licenziati.

Tuttavia, poiché non è stata ben definita la nozione di quarantena ed in particolare se questa concerne un problema individuale o in ambito collettivo sul posto di lavoro, esiste un punto interrogativo riguardante l’inclusione del congedo per malattia per la quarantena nell’ambito della sospensione legale del contratto di lavoro.

Anche se la persona in quarantena sta bene e potrebbe lavorare, poiché durante il congedo per malattia ha il contratto di lavoro sospeso, non potrà ricevere ne l’indennizzo di congedo per malattia ne lo stipendio, ma solo l’indennità.

Lo stesso accade, nei casi in cui il contratto di lavoro è sospeso, per i buoni pasto o per gli altri benefici salariali spettanti al lavoratore i quali non potranno più essere erogati dal datore di lavoro.

Quando una persona è stata esposta al coronavirus o è venuta in contatto con un paziente contagiato dal coronavirus, oppure proviene da un’area in cui si sono verificati molti di questi casi dovrà necessariamente essere messa in quarantena o in isolamento; ciò significa che dovrà rimanere per un periodo di 14 giorni in un determinato luogo indicato dalle competenti autorità o, in alternativa, chiuso nella propria abitazione. Durante questo periodo i lavoratori in isolamento verranno posti in congedo per malattia per la quarantena e percepiranno le relative indennità.

I lavoratori che invece sono stati in contatto con un paziente COVID-19, per limitare la diffusione del virus, dovranno rimanere isolati per 14 giorni.

In entrambi i casi, quarantena e isolamento, il termine previsto è di 14 giorni in quanto questo è considerato il periodo massimo di incubazione del virus.

Quindi, la differenza tra quarantena e l’isolamento in casa dipende dalle aree (luoghi) in cui le persone sono state trasferite. In particolare, la quarantena è l’isolamento che avviene negli spazi o nelle strutture fornite e messe a disposizione dalle competenti autorità ospedaliere o sanitarie e riguarda persone che non hanno sintomi ma che hanno avuto contatti con aree con elevati contagi di coronavirus.

L’isolamento invece avviene nella propria abitazione (casa) ed è imposto anche a coloro che sono asintomatici, ma che provengono da regioni, località o aree colpite da COVID-19, diverse da quelli con elevato tasso di contagio.

Se per motivi logistici un lavoratore che deve isolarsi non può farlo a casa propria potrà chiedere l’isolamento presso una struttura messa a disposizione dalle competenti autorità sanitarie.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio legale Sitran