COVID-19, sospese le udienze dei Tribunali

Al fine di evitare, per quanto possibile, la diffusione del coronavirus, con apposito decreto presidenziale sono state prese talune misure per disciplinare lo svolgimento dei processi e limitare l’attività dei Tribunali.

In particolare per rispondere agli effetti generati dalla crisi del coronavirus con il decreto pubblicato lo scorso 16 marzo il Capo dello Stato ha anzitutto dichiarato lo stato di emergenza in Romania e, di conseguenza, ha adottato le necessarie misure volte a sospendere l’attività dei giudici.

Durante il periodo di emergenza verranno giudicati solo i casi urgenti e, di volta in volta, i Tribunali potranno stabilire quali tipologie di procedimenti rientrano in questa categoria mentre il Consiglio Superiore della Magistratura ha fornito una guida al riguardo.

Per quanto concerne il modo in cui questi casi verranno svolti, i Tribunali, in base al decreto presidenziale in questione, avranno il potere di fissare i termini di svolgimento di giorno in giorno o anche nello stesso giorno. Inoltre, qualora sia possibile, le comunicazioni avverranno in videoconferenza e gli atti processuali saranno notificati a mezzo fax, tramite e-mail o con altri strumenti che consentono la trasmissione del testo a distanza nonché la relativa conferma di ricezione.

Tenuto conto che, ai fini della partecipazione alle udienze, le persone coinvolte nei vari giudizi potrebbero avere impedimenti di carattere oggettivo – a causa della malattia da coronavirus o a causa della necessità di conformarsi a determinate misure di isolamento in patria o perché in quarantena – sarà possibile richiedere il rinvio delle cause. Tuttavia tale richiesta potrà essere respinta se il giudice riterrà di poter risolvere il caso anche nel contesto dello stato di emergenza venutosi a creare. In tal caso la pronuncia sarà rinviata al fine di consentire alle parti in causa di presentare le conclusioni scritte o le memorie difensive.

Per quanto invece riguarda i processi la cui soluzione non è particolarmente urgente, secondo il sopraindicato decreto, il relativo giudizio è automaticamente sospeso senza la necessità di alcun atto procedurale. Il giudizio su questi processi riprenderà automaticamente dal momento della cessazione dello stato di emergenza; mentre entro 10 giorni dalla cessazione dello stato di emergenza i giudici fisseranno i nuovi termini e le relative udienze.

Se i procedimenti si trovano nella fase in cui possono essere impugnati e quindi è in decorrenza il termine di impugnazione questo sarà interrotto; con la cessazione dello stato di emergenza decorreranno i nuovi termini della stessa durata.

Le parti coinvolte nei procedimenti potranno ottenere informazioni non solo dai portali web e dai siti dei Tribunali ma anche dalla piattaforma nazionale che l’autorità giudiziaria ha messo a disposizione degli utenti. A tal proposito sussiste anche la possibilità di comunicare con i giudici competenti attraverso i tradizionali canali della corrispondenza oppure per posta elettronica.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran