Crediti dei contribuenti, nuovi termini per il recupero

I contribuenti che sulla base di un titolo esecutivo hanno somme da recuperare nei confronti del Fisco romeno potranno accedere ad una nuova e più snella procedura. Difatti un progetto di legge di prossima approvazione in Parlamento prevede e disciplina la procedura per il recupero dei crediti vantati dai contribuenti nei confronti dell’Erario stabilendo altresì termini chiari e precisi entro i quali dovranno essere effettuati i pagamenti ed imponendo al contempo gli interessi moratori sui rispettivi importi.

 

Alla fine del 2017 il disegno di legge in questione è stato adottato dal Senato ed attualmente, ai fini dell’approvazione finale, si trova alla Camera dei Deputati, dove nell’ambito del completamento della procedura legislativa attende il voto decisivo dei deputati. Se approvato il testo verrà quindi trasmesso al Capo dello Stato per promulgazione e poi, ai fini dell’entrata in vigore e relativa applicazione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania.

 

In buona sostanza il nuovo regolamento prevede una scadenza fissa di 6 mesi per il pagamento dei debiti che lo Stato ha nei confronti dei creditori; termine che potrà essere prorogato unicamente in casi straordinari e solo per un termine massimo stabilito. I 6 mesi saranno calcolati dal momento della notifica dell’ingiunzione di pagamento e dalla stessa data verranno inoltre calcolati gli interessi sugli importi dovuti.

 

La procedura si applicherà nei casi in cui, al termine di una procedimento tra un contribuente ed un ente / istituto pubblico, un giudice condanna l’ente soccombente a pagare il contribuente (società o persona fisica) che ha vinto la causa per il riconoscimento di un credito, la riparazione dei danni o la rifusione delle spese. Pertanto le nuove regole dovrebbero risolvere quelle situazioni, spesso incontrate nella pratica, in cui gli enti impiegano anni per effettuare il pagamento degli importi dovuti, sebbene i relativi termini siano stati fissati dal giudice e poi non rispettati.

 

I giudici, sia in Romania che in ambito internazionale, adottano decisioni che obbligano le diverse istituzioni pubbliche a pagare i crediti, i danni, le spese legali e giudiziarie in favore dei contribuenti, persone fisiche o giuridiche romene. A differenza di quanto avviene nel diritto comune in cui i meccanismi di pagamento sono chiari e, in caso di rifiuto del pagamento, si applica la procedura di esecuzione forzata, seguita o meno da una procedura di insolvenza in modo che la decisione del giudice sia pienamente rispettata, nel caso della Pubblica Amministrazione, soggetta invece alle regole della finanza pubblica, la procedura è più complessa e spesso inefficiente in quanto lo Stato non può essere sottoposto ad una procedura di insolvenza”, spiegano i fautori del progetto di legge.

 

Pertanto, qualora le nuove norme dovessero essere approvate dai deputati ed entrare in vigore, il Fisco dovrà fare tutto il possibile per pagare tali importi entro il termine di 6 mesi. Ai fini del recupero del credito è anche prevista la possibilità per il contribuente di rivolgersi direttamente al Ministero delle Finanze.

 

Quindi, trascorsi i primi 6 mesi senza che venga pagato il debito (o la parte residua dell’importo che avrebbe dovuto essere corrisposto al contribuente) questo sarà assunto dal Ministero delle Finanze. A tal proposito, potrà essere chiesta la compensazione tra l’importo dovuto dal contribuente creditore a titolo di tasse e imposte oppure questi, ai fini dell’esecuzione forzata, potrà agire nei confronti del Ministero delle Finanze. In conformità al disegno di legge in esame la richiesta dovrà essere formulata ed evasa nel più breve tempo possibile.

 

Se il Ministero non è in grado di onorare il debito potrà chiedere al giudice un periodo di grazia fino a 6 mesi o, in alternativa, il pagamento rateizzato, in non più di 6 rate e da effettuare entro un periodo non superiore ad un 1 e mezzo. In buona sostanza, quindi, nel peggiore dei casi, una somma di denaro stabilita da un’autorità giudiziaria a favore di un contribuente, dovrebbe essere recuperata entro il termine di 2 anni da quando è stata effettuata la notifica dell’ingiunzione di pagamento.

 

Allo stato attuale, invece, la procedura per il recupero dei crediti da parte dei contribuenti è alquanto complessa e può essere prorogata a tempo indeterminato. Questo perché il Ministero delle Finanze non è direttamente coinvolto nella procedura e non vi è un periodo massimo di tolleranza che possa essere stabilito da un giudice se viene superato il termine iniziale di 6 mesi. Inoltre, non esiste alcuna disposizione normativa che preveda il pagamento degli interessi da calcolare dal momento della comunicazione dell’ingiunzione di pagamento.

 

Per evitare o ritardare i pagamenti stabiliti dall’autorità giudiziaria il Fisco si avvale della legislazione sulla finanza pubblica, che di fatto limita la capacità di spesa degli enti in quanto impone a questi di effettuare i pagamenti entro il limite dei bilanci approvati e, per converso, sanziona l’eccedenza dei pagamenti effettuati oltre questo limite, prevedendo altresì il divieto di incidere sulle spese di funzionamento dell’ente e sul pagamento dei salari del personale della Pubblica Amministrazione. Pertanto, anche nel caso di pignoramento delle somme sui conti dell’ente pubblico debitore tale pignoramento non può essere effettuato sui conti che assicurano il normale funzionamento dell’ente ed il regolare pagamento degli stipendi del personale mentre i pagamenti ai creditori possono essere effettuati solo nei limiti dei restanti importi disponibili. Di conseguenza nel caso di fondi insufficienti i creditori sono costretti ad aspettare anche anni affinché l’Erario onori i propri obblighi”, precisano i promotori della proposta legislativa.

 

Le modifiche proposte in Parlamento garantirebbero quindi che gli importi dovuti dagli enti pubblici ai contribuenti vengano pagati entro un termine massimo previsto dalla legge. Allo stesso tempo, al fine di assicurare la parità di trattamento si rende necessario che vengano accompagnati dalla previsione del pagamento degli interessi moratori così come accade quando un contribuente ha debiti nei confronti del Fisco e paga in ritardo.

 

Avv. Salvo Romano, Studio Legale Sitran