La Fiera internazionale del Libro Gaudeamus a Bucarest

La Fiera del libro Gaudeamus (22–26 novembre a.c) ha aperto battenti presso il complesso multifunzionale Romexpo di Bucarest.  All’attuale edizione partecipano, fino a domenica, centinaia di espositori che hanno programmato più di 800 eventi. Sono presentate decine di migliaia di titoli, sono programmati lanci di libri e audiobook, sessioni di autografi, incontri con scrittori, storici, editori, traduttori, critici letterari, politologi, fotografi e giornalisti famosi.

Ospite d’onore dell’attuale edizione non è un Paese, ma la Commissione Europea. In questo modo, l’evento celebra l’anniversario di un decennio dall’ingresso della Romania nell’UE, 30 anni dal lancio del programma Erasmus e 60 anni dalla firma del Trattato di Roma che ha gettato le basi della costruzione europea.

Presidente onorario della fiera è stato designato il famoso drammaturgo e giornalista romeno, stabilitosi in Francia, Matei Vişniec, il quale ha parlato dell’importanza dell’evento. Matei Vişniec: “È un luogo del tutto magico, parliamo della Fiera Gaudeamus, dove si incontrano idee, sensibilità, progetti educativi. È un momento in cui possiamo ricordarci che questo oggetto straordinario, un recipiente di cultura, il libro, è nato in Europa. La presenza della Commissione Europea a Gaudeamus è per me un modo per ricordare qual è, forse, la definizione più semplice e profonda dell’Europa, è il luogo in cui è nato il libro come oggetto di massa, che è riuscito poi a diventare popolare. È, ovviamente, il luogo in cui è nata la stampa a caratteri mobili di Gutenberg, il quale è riuscito, grazie alla sua invenzione, a trasformare il libro da oggetto delle élite a oggetto dei popoli. L’industria del libro è nata in Europa. Le immense reti di librerie, di biblioteche pubbliche, la circolazione del libro e, implicitamente, la circolazione delle idee sono un’avventura europea favolosa.”

Matei Vişniec ha parlato anche dell’interesse che esiste ancora per i libri, che mantengono vivo lo spirito critico e persino una forma di ottimismo. Matei Vişniec, a Radio Romania: “C’è una grande richiesta di finzione, di letteratura, perché non possiamo capire l’uomo, i problemi e il mondo contemporaneo se non leggiamo romanzi, poesia, saggi, filosofia, teatro o se non andiamo a teatro. Perché l’uomo e le sue contraddizioni trovano l’espressione più interessante nella letteratura.”

 

Fonte: rri.ro