Lavoratori romeni all’estero, sgravi fiscali in caso di rientro

Secondo un progetto di legge i cittadini romeni che hanno lavorato all’estero nel momento in cui faranno rientro in Romania ed in caso di assunzione potranno godere di stipendi più alti rispetto ai salari percepiti dai connazionali che hanno prestato la propria attività sul territorio romeno in quanto, da una parte, saranno esonerati dal versamento dell’imposta sui salari e, dall’altra, potranno beneficiare della riduzione dei contributi previdenziali. Il periodo in cui usufruiranno di tali agevolazioni fiscali sarà calcolato in funzione del tempo trascorso all’estero.

Le misure in esame rientrano nelle politiche di rientro dei lavoratori romeni all’estero attivate dallo Stato Romeno per far fronte alla crescente richiesta del mercato interno e sono riportate in uno specifico progetto legislativo il quale, ai fini del dibattito è stato recentemente presentato al Senato e che, per essere applicato, dovrà essere adottato da entrambe le Camere del Parlamento, promulgato dal Capo dello Stato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania.

In buona sostanza il progetto di legge mira a fornire agevolazioni fiscali ai lavoratori che hanno avuto la residenza in Romania per almeno 15 anni consecutivi, che hanno vissuto all’estero per un periodo superiore ai 4 anni consecutivi ed ivi hanno legalmente lavorato per almeno 3 anni.

In particolare gli sgravi fiscali di cui potranno godere i lavoratori romeni in caso di rientro nel paese si applicheranno nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2030 e consistono nell’esenzione dal pagamento dell’imposta sui redditi salariali e nella riduzione del 50% dei contributi previdenziali; il che in concreto significa che questi lavoratori avranno salari netti più elevati rispetto ai colleghi che hanno lo stesso stipendio lordo ma che hanno prestato la propria attività permanentemente in Romania e, di conseguenza, non potranno beneficiare di tali agevolazioni.

Così, ad esempio, secondo la tabella di seguito riportata nel caso di uno stipendio lordo di 3.000 lei la differenza netta tra uno stipendio percepito da parte di lavoratore rientrato Romania e quello di un collega che ha stabilmente lavorato solo sul territorio romeno potrebbe essere di oltre i 500 lei:

 

 

Lavoratore rientrato dall’estero Lavoratore attivo in Romania
Salario lordo 3.000 lei 3.000 lei
Contributi assistenziali e sanitari 10% 10%
Contributi previdenziali 12,5% 25%
Imposte sui salari 0% 10%
Salario netto 2.325 lei 1.800 lei

 

In base al disegno di legge in questione le agevolazioni fiscali saranno applicate per la metà del periodo in cui i lavoratori romeni che rientrano nel paese hanno prestato attività lavorativa e versato contributi in un altro Stato. Pertanto, se una persona ha lavorato per 10 anni all’estero potrà beneficiare di questi sgravi fiscali per 5 anni.

Una delle condizioni necessarie per poter usufruire di questi incentivi è la regolare assunzione all’estero per almeno 3 anni, il che significa che il periodo minimo in cui saranno applicati gli sgravi fiscali è di 1 anno e mezzo.

Come previsto dalla proposta legislativa la prova sulla effettiva residenza in Romania sarà effettuata alla fine di ogni anno calendaristico con la presentazione dei documenti giustificativi al Fisco. Se questa condizione non verrà soddisfatta i romeni che tornano nel paese dovranno versare retroattivamente gli importi dal cui versamento sono stati esonerati.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran