Licenziamento per colpa imputabile al lavoratore, questi i motivi

In base alla vigente legislazione romena un datore di lavoro può licenziare un dipendente per motivi che riguardano direttamente il lavoratore oppure per motivi completamente indipendenti (e quindi non imputabili) al prestatore di servizio.

In particolare, ai sensi del codice del lavoro, un dipendente può essere licenziato per 4 motivi a lui imputabili, vale a dire se:

  • ha commesso gravi e ripetute violazioni delle norme che disciplinano la materia del lavoro o in caso di inosservanza delle altre clausole previste dal contratto o dai regolamenti interni, a seguito dell’irrogazione di una sanzione disciplinare (necessariamente applicata dopo lo svolgimento un’indagine disciplinare condotta secondo le disposizioni previste dal codice del lavoro);
  • si trova in stato di detenzione preventiva o agli arresti domiciliari, ma solo per un periodo superiore a 30 giorni;
  • è, fisicamente o psicologicamente, non idoneo al lavoro;
  • non corrisponde professionalmente al lavoro in cui è inquadrato.

Nelle prime 2 ipotesi, precisamente in caso di gravi violazioni di norme contrattuali o in caso di privazione della libertà personale, il licenziamento viene effettuato senza preavviso. Negli altri 2 casi di licenziamento a causa di colpa del dipendente, ovverosia quando questi non è fisicamente o psicologicamente idoneo o non corrisponde professionalmente al lavoro, il datore di lavoro deve invece dare al lavoratore un preavviso che, secondo il vigente codice del lavoro, non può essere inferiore a 20 giorni lavorativi.

Anche se il contratto di lavoro del dipendente viene risolto per colpa a lui imputabile il datore di lavoro deve comunque rispettare determinate condizioni procedurali per poterlo licenziare correttamente ed efficacemente.

Ad esempio, tranne nel primo caso in cui il licenziamento assume la forma di una sanzione disciplinare, negli altri 3 casi il datore di lavoro deve redigere la decisione di licenziamento entro e non oltre 30 giorni calendaristici dal momento in cui viene accertata la causa del licenziamento.

Inoltre, come risulta dal codice del lavoro in caso di licenziamento per gravi e ripetuti reati disciplinari la decisione di licenziamento può essere emessa solo a seguito della procedura di indagine disciplinare la quale implica, tra l’altro, l’effettiva garanzia del diritto alla difesa del dipendente sanzionato.

Nell’ipotesi di licenziamento in quanto il dipendente non è professionalmente idoneo al lavoro è necessaria una preventiva valutazione del prestatore. In questi casi la soluzione del licenziamento può dipendere dal mancato superamento del periodo di prova oppure perchè il lavoratore non ha la qualifica o la preparazione necessaria a svolgere l’attività lavorativa richiesta.

Tuttavia quando si tratta di licenziamento per incapacità fisica o psichica, il dipendente ha diritto ad un indennizzo il quale dovrà essere erogato in base alle disposizioni previste nel contratto nazionale collettivo applicabile in materia oppure nel contratto di lavoro individuale.

Qualora il dipendente ritiene di essere stato licenziato ingiustamente può impugnare, dinanzi al giudice competente, la decisione di licenziamento e potrà richiedere, oltre al risarcimento del danno, anche il reinserimento nel posto di lavorativo. Se il giudice decide  di accogliere la richiesta del dipendente il datore di lavoro è tenuto a reintegrare il dipendente nel precedente luogo di lavoro; inoltre, se lo ritiene necessario, il giudice può ordinare al datore di lavoro la corresponsione dei salari non versati.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran