”Mnemonics” – la Romania alla 16° Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia

Inaugurata di recente il padiglione della Romania alla 16° Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, un progetto presentato presso il Padiglione Romania ai Giardini della Biennale, rispettivamente Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.

mnemonics

”Mnemonics” vuole proporre una riflessione contemporanea sul tema generale della mostra attraverso la presentazione di una radiografia ottimistica dello spazio pubblico urbano. L’idea di progetto fa uso di un approccio scenografico per descrivere un vasto territorio di libertà per diverse generazioni in Romania – la libertà di movimento ed immaginazione e la libertà di ricordare l’infanzia e di riappropriarsi dei suoi aspetti giocosi in età adulta.

Il progetto è stato creato e sviluppato da un team multidisciplinare di architetti e artisti visivi: Romeo CUC (coordinatore), Mihai GHEORGHE (art director), Irina Petra GUDANĂ (comunicazione), Roxana POP (graphic design), Raluca SABĂU (design), Vlad TOMEI (copywriting).

Mnemonics richiama l’antica tecnica di collezionare ricordi – ars memoriae, basata sulla connessione tra pensieri e un supporto visivo investito di significato, il quale è impossibile da dimenticare. La capacità dello spazio di generare ricordi indelebili è infatti la massima sfida dell’architettura e permette l’accesso ed il ri-accesso infinito alle emozioni legate ad una storia specifica.

Durante la seconda metà del XX° secolo la maggior parte delle città in Romania è stata sottoposta ad un processo accelerato di urbanizzazione.

In Romania, l’icona universale dello spazio tra condomini è l’immagine di bambini che vi giocano all’aperto sotto gli occhi vigili dei genitori e dei nonni, creando liberamente mondi immaginari in uno spazio vuoto. Il modo attraverso il quale gli esseri umani evolvono dall’essere bambini all’essere adulti è un ciclo di vita affascinante, dal quale l’architettura e l’urbanistica imparano costantemente, in quanto si tratta di uno spazio con infinite possibilità.

L’installazione nei Giardini della Biennale usa oggetti tipici dell’ambiente descritto sopra, con lo scopo di invitare tutti i visitatori ad uno scambio di ruoli sul terreno di gioco, per interagire e riflettere sugli effetti dell’appropriazione di uno spazio condiviso da parte delle comunità.

La barra metallica per battere i tappeti era spesso usata come porta da calcio, la giostra di metallo, i palloni che rimbalzano sui tavoli da scacchi in calcestruzzo, l’altalena e il gioco della campana intrattengono un dialogo con un altro spazio degno di memoria, un’area di transito tra lo spazio privato e quello pubblico, tra l’appartamento ed il cortile – la hall d’entrata nel condominio.

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