Niente quorum per il referendum sulla famiglia

Secondo una legge recentemente votata in Parlamento la definizione costituzionale della famiglia avrebbe potuto essere modificata al fine di stabilire che la famiglia si basa sul matrimonio liberamente celebrato tra un uomo e una donna e non semplicemente tra due coniugi. Tuttavia questo cambiamento non è stato possibile in quanto non è stato raggiunto il quorum necessario per l’approvazione del referendum nazionale tenutosi lo scorso 6 e 7 ottobre 2018, risultato questo poi confermato il 18 ottobre dalla Corte Costituzionale della Romania (RCC).

 

In particolare i legislatori avevano adottato una legge sulla revisione della costituzione romena, promossa dai cittadini, che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, parte I, n. 798 del 18 settembre 2018. Secondo l’Ordinanza di Urgenza del Governo n. 86/2018, ai fini dell’applicazione, la legge doveva anche essere sottoposta al voto dei romeni tramite il referendum nazionale tenutosi il 6 e 7 ottobre 2018.

 

Tuttavia in base ai risultati finali solo 3,8 milioni di romeni hanno partecipato al voto con un’affluenza del 21,10%; mentre per convalidare il referendum era necessaria una presenza di almeno il 30%.

 

La legge aveva l’obbiettivo di cambiare la definizione costituzionale della famiglia. Nello specifico i promotori intendevano modificare la disposizione in questione nel senso di statuire esplicitamente che la famiglia si basa sul matrimonio liberamente contratto tra un uomo ed una donna, e non tra i coniugi, come è invece adesso previsto nell’attuale definizione.

 

La famiglia si basa sul matrimonio liberamente celebrato tra un uomo ed una donna, sull’uguaglianza e sui diritti e doveri dei genitori al fine di garantire la crescita, l’istruzione e l’educazione dei figli“, prevedeva il testo di la legge non approvato.

 

Secondo la relazione che ha accompagnato la legge nella sua forma di progetto i promotori hanno ritenuto che la modifica era necessaria “per riconoscere inequivocabilmente che il diritto di fondare una famiglia è un diritto fondamentale per uomini e donne e che spetta loro non individualmente bensì congiuntamente“.

 

Allo stesso tempo, è stato sottolineato che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo utilizzano la nozione di “uomo e donna” quando si tratta del riconoscimento del diritto al matrimonio e della consacrazione del diritto di fondare una famiglia.

 

Va notato che, in genere, in base alla normativa vigente la consultazione referendaria avviene in un solo giorno, anche se per il referendum sulla famiglia il Governo ha deciso che questo si sarebbe svolto in due giorni consecutivi.

 

La costituzione romena prevede che oltre al Governo e ai parlamentari, l’iniziativa legislativa può essere esercitata da 100.000 o, se del caso, 500.000 cittadini aventi diritto di voto. Per poter presentare una proposta di legge al Parlamento il Comitato per l’Iniziativa Popolare deve seguire diverse fasi.

 

 

In particolare la legge n. 189/1999 sull’esercizio dell’iniziativa legislativa da parte del popolo prevede, che almeno dieci cittadini aventi diritto al voto devono costituire, con una dichiarazione autenticata da un notaio pubblico, un Comitato di Iniziativa Popolare. La proposta legislativa dovrà essere redatta dal Comitato nella forma richiesta per i progetti di legge e dovrà essere accompagnata da una relazione.

 

Per la pubblicazione della proposta legislativa sulla Gazzetta Ufficiale è necessario il parere favorevole da parte della Commissione Legislativa del Parlamento. Il parere dovrà essere rilasciato entro e non oltre 30 giorni dalla richiesta e dovrà essere pubblicato, unitamente alla proposta legislativa, sulla Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, entro 30 giorni dal rilascio del parere da parte della Commissione”.

 

Dopo la pubblicazione del disegno di legge sulla Gazzetta Ufficiale il Comitato di iniziativa Popolare ha sei mesi di tempo per raccogliere le firme necessarie per registrare il documento presso la competente Camera del Parlamento.

 

Per l’approvazione di leggi ordinarie servono 100.000 firme da parte di cittadini con diritto di voto, le quali devono provenire da almeno un quarto dai distretti del paese ed in ciascuno dei quali, incluso anche il distretto della Capitale, occorre raccogliere almeno 5.000 firme. Per la revisione della carta costituzionale, invece, il numero minimo di firme richiesto è di 500.000, e queste devono provenire da almeno la metà dai distretti del paese ed in ciascuno dei quali, incluso anche il distretto della Capitale, è necessario raccogliere almeno 20.000 firme.

 

Dopo la trasmissione al Parlamento del progetto di legge la Corte Costituzionale della Romania verifica, d’ufficio o sulla base di una richiesta da parte di una delle Camere, la costituzionalità dell’iniziativa legislativa, l’adempimento delle condizioni per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la certificazione delle liste dei sostenitori e l’esistenza del numero minimo necessario delle firme.

 

La legge n. 189/1999 prevede che “La decisione o, a seconda del caso, la sentenza della Corte costituzionale dovrà essere comunicata al Presidente della Camera del Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I. Quindi, dopo aver ottenuto il visto da parte della Corte Costituzionale, la prima Camera Parlamentare alla quale è stata notificata la proposta legislativa, ai fini della discussione ed approvazione, attiverà la necessaria procedura ordinaria.

 

In conformità alla legge fondamentale il progetto di revisione della Costituzione dovrà essere adottato dalla Camera dei Deputati e dal Senato con una maggioranza di almeno i due terzi del numero dei membri di ciascuna Camera. Una revisione della carta costituzionale romena potrà avvenire solo dopo essere stata approvata tramite una consultazione referendaria e questa dovrà tenersi entro 30 giorni dalla data di adozione del progetto.

 

Avv Salvatore Romano, Studio Legale Sitran