Norme anti-bullismo, in arrivo la stretta per le scuole ed il web

Dopo l’entrata in vigore, avvenuta alla fine dello scorso anno, della legislazione sulla violenza psicologica nelle scuole, o come meglio nota, della legislazione anti-bullismo, il Ministero della Pubblica Istruzione della Romania (MEC) ha presentato un’apposito disegno di legge per l’approvazione delle relative norme metodologiche apportando così una serie di chiarimenti sulle diverse forme che la violenza psicologica può assumere.

Nel contesto in cui nel mese di novembre dello scorso anno è entrata in vigore la legge n. 221/2019, normativa che ha introdotto nell’ambito dell’istruzione nazionale la nozione di bullismo nonché l’adozione di una serie di misure volte a ridurre il numero di casi di violenza psicologica, le competenti autorità hanno adesso delineato, attraverso un disegno di legge, le relative norme di applicazione.

Innanzi tutto il progetto di legge in esame – che attualmente è in fase di discussione presso il MEC e che per poter entrare in vigore dovrà prima essere adottato da parte dell’Esecutivo e poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania – stabilisce i tipi di azioni che possono essere manifestate nell’ambiente scolastico e che possono rientrare nella categoria dei comportamenti che possono essere considerati situazioni di bullismo. In particolare, si tratta delle ipotesi di bullismo tra studenti, tra insegnanti e studenti, tra genitori e studenti (che avvengono all’interno di istituti scolastici) e tra genitori e insegnanti (le quali si verificano sempre all’interno delle scuole).

Nello specifico il disegno di legge in questione definisce anche le forme di bullismo, indipendentemente dalla tipologia in cui si manifesta: verbale, non verbale, fisico, psicofisico, nella vita reale oppure nella rete web (il cosiddetto cyberbullismo).

Rientrano nella serie di forme di bullismo l’utilizzo di nomi sprezzanti o dispregiativi, le prese in giro, gli insulti, il sarcasmo, le menzogne, i pettegolezzi, le minacce verbali e non, i ricatti, le ripetute offese, gli sguardi ed i gesti minacciosi ed intimidatori, le spinte, le percosse, etc. vale a dire tutti i comportamenti aggressivi, oppressivi, vessatori e ripetitivi perpetrati da una o più persone nei confronti di una vittima incapace di difendersi.

Inoltre la categoria del bullismo comprende anche le aggressioni sessuali (abusi, molestie, avance, etc.), la diffusione di notizie false e dannose, gli insulti in luoghi pubblici, l’ingiustificata richiesta di denaro o di beni, il ripetuto invio sul telefono o tramite computer di messaggi fastidiosi, minacciosi, offensivi o denigratori, gli atti osceni, le riprese e la pubblicazione di video non autorizzati, la divulgazione online di informazioni o foto personali senza il consenso della persona interessata.

Il progetto di legge in esame prevede anche l’applicazione di una procedura quando vengono segnalate situazioni di bullismo a livello scolastico. Il primo passo della procedura consiste nel segnalare la situazione di bullismo; segnalazione che può essere effettuata da qualsiasi persona, direttamente coinvolta o testimone, alla direzione scolastica o ad altre persone che potrebbero essere coinvolte in tali casi (insegnanti, presidi, docenti, consulenti, etc.).

Il passo successivo riguarda le indagini sulla presunta situazione di violenza psicologica segnalata al fine di stabilire se effettivamente si tratta di comportamento rientrante nella fattispecie del bullismo, nella misura in cui sono coinvolte le persone, nella forma di manifestazione, nel contesto, nelle cause e nelle possibili soluzioni.

L’ultimo passo della procedura di intervento dei casi di bullismo è rappresentato dall’adozione delle azioni per risolvere la situazione segnalata. Pertanto, se si tratta di una situazione di bullismo in cui sono coinvolti solo gli studenti, l’insegnante o il dirigente scolastico terranno discussioni con gli studenti direttamente coinvolti ed i rispettivi genitori saranno contattati ed invitati a partecipare alla discussione, per analizzare la situazione e stabilire, di comune accordo, un piano di consulenza psicopedagogica per gli studenti.

Se invece si tratta di ipotesi di bullismo in cui sono coinvolti gli insegnanti la procedura prevede la convocazione, da parte del dirigente scolastico, della Commissione disciplinare, la quale a seguito dell’analisi del caso proporrà la misura da adottare.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran