Nuove società, diminuisce il numero delle immatricolazioni

In base ai dati divulgati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (O.N.R.C.) il numero delle società costituite nei primi sei mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2017, è drasticamente diminuito. Nel periodo in esame sono state immatricolate il 20% in meno tra società e P.F.A. (Persone Fisiche Autorizzate) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e questo calo, secondo i rappresentanti del Consiglio Nazionale per le Piccole e Medie Imprese in Romania (C.N.I.M.M.R.), può essere attribuito alla complessità e all’incertezza della legislazione fiscale.

In particolare nei primi sei mesi dell’anno in corso gli imprenditori hanno registrato 79.251 nuove società all’O.N.R.C., con un calo del 9,81% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e, secondo i dati periodicamente pubblicati dall’O.N.R.C, la tendenza al ribasso è ancora più evidente per le società a responsabilità limitata (S.r.l.).

Difatti, fino al 30 giugno 2018 sono state costituite oltre 45.000 nuove S.r.l. rispetto alle oltre 56.000 registrate all’O.N.R.C. nello stesso periodo dell’anno precedente.

Al contrario, nei primi sei mesi dell’anno, il numero delle P.F.A. che hanno registrato un’attività economica all’O.N.R.C. è aumentato di oltre il 14%, passando da 22.700 nel 2017 a poco più di 26.000 nel 2018.

La medesima tendenza è stata registrata nel primo semestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sebbene occorre tener presente che dal 1° febbraio 2017 molte delle tasse dovute all’O.N.R.C. per le procedure di immatricolazione sono state ridotte o, addirittura, eliminate.

Tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2017 sono state registrate circa 56.300 società rispetto alle quasi 60.400 S.r.l. di nuova costituzione nello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo quanto risulta dal comunicato stampa recentemente diramato dal C.N.I.P.M.M.R. le cause che hanno portato alla diminuzione del numero di nuove immatricolazioni di società nei primi sei mesi del 2018 rispetto al 2017 sono diverse, in particolare:

  • l’instabilità del sistema fiscale nel primo trimestre del 2018;
  • il fatto che nei primi sei mesi del 2018 il quadro legislativo è stato significativamente modificato con l’adozione di ben 1.210 nuove leggi, oltre il 45% delle quali riguardano, direttamente e significativamente, le società comprese le PMI, la legislazione fiscale, la presentazione delle dichiarazioni, il versamento dei contributi sociali, etc.;
  • il volume delle modifiche al codice fiscale nel primo trimestre del 2018 è stato del 173% superiore rispetto al primo trimestre del 2017, poiché lo scorso anno è stato registrato un gran numero di modifiche in materia fiscale.

Secondo il C.N.I.P.M.M.R. nei primi tre mesi di quest’anno gli operatori economici hanno dovuto attuare 217 nuovi regolamenti che hanno modificato o integrato il codice fiscale, di cui ben 97 a partire dal primo giorno dell’anno e altre 120 nuove disposizioni normative sono state introdotte a breve distanza; norme che hanno apportato importanti modifiche al codice di procedura fiscale ed in materia di previdenza sociale.

Le modifiche apportate alla legislazione fiscale hanno generato molteplici effetti negativi sulle PMI, come sintetizzato dal C.N.I.M.M.R. attraverso il comunicato stampa recentemente diramato:

  • un aumento della burocrazia per tutti i contribuenti e per i datori di lavoro;
  • un significativo sforzo per attuare le riforme legislative;
  • un incremento dei costi del personale;
  • rilevanti difficoltà di implementazione dei sistemi operativi e gestionali dovute al brevissimo tempo a disposizione per l’attuazione delle nuove riforme;
  • un aumento delle spese amministrative in gran parte dovute all’aggiornamento dei programmi informatici;
  • problemi per garantire la competitività internazionale e la stesura dei contratti di esportazione.

Il C.N.I.P.M.M.R. chiude il proprio comunicato stampa asserendo che: “La fiducia nel sistema fiscale è una condizione essenziale per gli investitori, mentre la prevedibilità costituisce uno dei fattori più importanti in quanto influenza significativamente le decisioni di investimento con effetti diretti sulla crescita del numero delle PMI“.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran