Procedura di insolvenza, a breve nuove regole

In base ad un disegno di legge ancora in fase di discussione, le società commerciali in difficoltà economiche potranno chiedere di essere sottoposte a procedura di insolvenza solo se i rispettivi debiti nei confronti del Fisco rappresentano meno della metà dei debiti complessivi. In questo modo, le autorità fiscali vogliono impedire alle società di chiedere l’insolvenza solo per evitare di pagare i rispettivi debiti.

La misura è inclusa in un progetto di Ordinanza di Urgenza del Governo (O.U.G.) concernente la modifica della legge n. 85/2014 concernente le procedure per la prevenzione dello stato di insolvenza, ed è stata recentemente sottosposta all’approvazione del Consiglio Economico e Sociale.

Quando la richiesta di apertura della procedura di insolvenza è introdotta dal debitore, il limite massimo è pari 40.000 lei, e l’ammontare dei debiti erariali dovrà essere inferiore al 50% dei debiti totali del debitore”, è testualmente riportato nel progetto di legge in esame.

In altre parole, una società potrà chiedere di essere sottoposta a procedura di insolvenza solo se i propri debiti verso lo Stato rappresentano meno della metà del proprio debito totale. Così, ad esempio, se una società ha un debito complessivo pari a 40.000 lei la richiesta potrà essere presentata solo se i debiti fiscali non superano l’importo di 19.999 lei.

Il valore sopra indicato è, secondo la legislazione vigente, l’importo minimo dei debiti che una società può avere per poter presentare una richiesta di insolvenza innanzi al competente Tribunale. Il tetto massimo di 40.000 lei vale sia per i creditori che per i debitori; debiti erariali sono, ad esempio, le tasse, le imposte, i contributi sociali e le ammende.

Con l’introduzione di questa nuova soglia l’Esecutivo intende adottare una misura volta ad impedire alle società di richiedere di essere sottoposte alla procedura di insolvenza solo per non onorare i rispettivi debiti.

Si è voluto  imporre il limite massimo del 50% dei crediti fiscali del totale crediti alla data di apertura della procedura, anche se la richiesta è presentata dallo stesso debitore, rafforzando così le norme in materia di insolvenza, ed impedendo in tal modo l’apertura della procedura di insolvenza solo per evitare il pagamento obblighi erariali“, è spiegato nella relazione al disegno di legge in esame.

Inoltre la stessa bozza dell’OUG stabilisce che se i debitori non comunicano al Fisco la richiesta di apertura della procedura di insolvenza questa sarà automaticamente respinta. In base alla legge sull’insolvenza una richiesta di insolvenza può essere presentata non solo dalla società debitrice, ma anche dai propri creditori o dai rispettivi dipendenti.

Allo stato attuale il progetto di legge in questione non si applica; per entrare in vigore dovrà essere adottato dall’Esecutivo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran