Riciclaggio di danaro, multe salate per chi non collabora

In conformità alla vigente legislazione romena diverse tipologie di entità hanno l’obbligo di designare le persone responsabili per le relazioni con l’Ufficio Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo del Riciclaggio di Denaro (ONPCSB). I soggetti designati saranno i principali responsabili delle informazioni da fornire a detta autorità quando vi sono ragionevoli motivi per sospettare che determinate attività possano avere come scopo il riciclaggio di denaro o il finanziamento di attività terroristiche.

In particolare in base alla legge n. 656/2002 concernente la prevenzione e la lotta al riciclaggio di denaro, nonché l’introduzione di misure per prevenire ed evitare il finanziamento del terrorismo: “le entità che svolgono attività che potrebbero essere utilizzate come mezzo di riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo devono designare una persona responsabile per le relazioni con l’Ufficio Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo del Riciclaggio di Denaro (ONPCSB)”.

Associazioni e fondazioni, ad esempio, potrebbero essere utilizzate per lo svolgimento di tali attività e quindi sono state incluse nell’elenco dei soggetti ai quali è stato posto questo obbligo. Ma non sono gli unici.

Secondo la legge in esame le entità che hanno l’obbligo di designare un responsabile per le relazioni con l’ente preposto sono:

  • gli istituti di credito e le succursali in Romania di istituti di credito stranieri;
  • gli istituti finanziari e le succursali in Romania di istituti finanziari stranieri;
  • i gestori di fondi per pensioni private;
  • i casinò;
  • gli auditori, persone fisiche o giuridiche, che prestano servizi di consulenza contabile o fiscale;
  • i pubblici notai, gli avvocati e gli altri soggetti che esercitano professioni giuridico / legali nel caso in cui prestano assistenza o consulenza per lo svolgimento di operazioni concernenti la compravendita di beni immobili, l’acquisto di azioni o la cessione di quote sociali, la gestione di strumenti finanziari o di altri beni, l’apertura o l’amministrazione di conti bancari, l’esercizio di attività fiduciarie e qualsiasi altra operazione di carattere finanziario;
  • i fornitori di servizi per società commerciali o altre entità diverse da quelle previste nei due punti precedenti;
  • i soggetti che svolgono operazioni di privatizzazione;
  • gli agenti immobiliari;
  • le associazioni e le fondazioni;
  • le altre persone fisiche o giuridiche che commercializzano beni oppure erogano servizi, solo nel caso in cui queste operazioni avvengono con pagamenti in contanti, in lei o in valuta, ed il cui limite minimo è di 15.000 lei, indifferentemente dal fatto che la transazione viene effettuata con una singola o diverse operazioni.

L’elenco comprende diverse attività; sono incluse nella lista le attività attraverso le quali il denaro circola con elevata frequenza sui conti bancari, le attività di soggetti che possono detenere importanti e significative informazioni sul riciclaggio di denaro o sul finanziamento del terrorismo o le attività svolte da chiunque compia operazioni di un determinato importo.

In pratica, l’obbligo di informativa è posto a carico di qualsiasi soggetto che esegue operazioni di un certo valore.

Dopo che le entità sopra menzionate hanno provveduto a designare le persone responsabili delle relazioni con l’Ufficio Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo del Riciclaggio di Denaro, dovranno darne a questi tempestiva comunicazione. Il mancato rispetto degli obblighi imposti può comportare l’irrogazione di multe comprese tra i 15.000 ed i 50.000 lei.

Inoltre, alle persone giuridiche, come alle banche, potranno essere irrogate sanzioni aggiuntive, quali:

  • la sospensione a tempo indeterminato dell’autorizzazione all’esercizio di un’attività o, a seconda dei casi, la sospensione dell’attività per un periodo compreso tra 1 mese e 6 mesi;
  • il ritiro della licenza per lo svolgimento di determinate operazioni o per l’attività di commercio estero per un periodo di 1 mese fino a 6 mesi oppure, a seconda dei casi, il ritiro definitivo;
  • il blocco dei conti bancari per un periodo di 10 giorni fino ad 1 mese;
  • la revoca dei permessi e degli avvisi per l’esercizio di un’attività;
  • la chiusura dell’unità (ufficio e/o studio).

 Sia l’irrogazione delle ammende che le altre sanzioni potranno essere comminate non solo nel caso di omessa designazione della persona responsabile, ma anche nell’ipotesi di mancata comunicazione delle informazioni alla competente autorità.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio legale Sitran