Sentenze ingiuste, ecco i possibili rimedi

La contestazione per l’annullamento di una sentenza e la revisione costituiscono, unitamente al ricorso, due dei tre mezzi di impugnazione straordinari disciplinati dal vigente ordinamento giuridico romeno e possono essere formulati solo nei casi espressamente previsti dal Codice di Procedura Civile.

La contestazione ai fini dell’annullamento

Le sentenze dei giudici possono essere impugnate con la contestazione per essere annullate quando:

  • la sentenza emessa in fase di ricorso è stata pronunciata da un giudice assolutamente incompetente e, sebbene sia stata sollevata l’eccezione di incompetenza, il giudice del ricorso ha omesso di pronunciarsi in merito alla suddetta eccezione;
  • la pronuncia sul ricorso è il risultato di un errore materiale (l’errore materiale può, ad esempio, riguardare il nome di una delle parti in causa);
  • il giudice del ricorso, respingendo il ricorso o accogliendolo in parte, non ha esaminato, entro il termine stabilito, nessuno dei motivi di riforma invocati dal ricorrente;
  • il giudice del ricorso non si è pronunciato in merito ad uno dei motivi del ricorso presentati.

Inoltre, le sentenze definitive (incluse anche quelle non impugnabili) possono essere impugnate ai fini dell’annullamento con la contestazione quando il ricorrente non è stato legalmente citato (ad esempio, se questi ha correttamente indicato al giudice il proprio domicilio ma erroneamente la citazione è stata inviata a un altro indirizzo e, di conseguenza, la parte non ha potuto presenziare al dibattimento).

La contestazione va presentata innanzi all’autorità giudiziaria la cui decisione è impugnata dopo 15 giorni dalla data della pronuncia della sentenza, ma entro e non oltre un anno dalla data di notifica. La comparsa di risposta è obbligatoria e deve essere formulata almeno cinque giorni prima dalla data della prima udienza. Se il giudice ritiene che il motivo del ricorso è fondato annulla la sentenza impugnata e si pronuncia sul caso con procedura di urgenza.

 La revisione

La revisione è un mezzo di impugnazione  straordinario avverso le decisioni pronunciate dal giudice del merito (di primo grado) o di appello (ricorsi in appello).

I motivi per i quali è possibile chiedere la revisione sono i seguenti:

  • il giudice la cui sentenza è stata impugnata si è pronunciato su punti che non sono stati richiesti, oppure non si è pronunciato su quanto richiesto (ad esempio se le parti hanno richiesto solo la risoluzione di un contratto ed invece il giudice ha deciso che il ricorrente deve risarcire il resistente);
  • l’oggetto della causa non esiste (ad esempio il richiedente ha chiesto il riconoscimento del diritto di proprietà su un immobile che è stato demolito);
  • una persona che ha preso parte al processo (giudice, testimone, esperto) è stata condannata per un reato relativo al giudizio oppure la sentenza impugnata è stata emessa sulla base di false testimonianze;
  • il giudice è stato sanzionato nell’adempimento delle proprie funzioni per malafede o per grave negligenza e tali circostanze hanno influenzato la sentenza in questione;
  • dopo la pronuncia della sentenza sono state scoperti nuovi elementi o mezzi di prova, che sono stati occultati da una delle parti o che non sono stati presentati per ragioni indipendenti dalla volontà delle parti;
  • la sentenza oggetto della richiesta di revisione è stata annullata, revocata o modificata;
  • lo Stato, le istituzioni, i minori o le persone sottoposte ad interdizione giudiziaria o a curatela non sono stati rappresentati nel corso del procedimento o sono stati difesi in modo inadeguato;
  • esistono sentenze definitive le quali sono in contrasto con la sentenza oggetto di impugnazione;
  • a causa di un impedimento di carattere oggettivo la parte che ha richiesto la revisione non ha potuto presenziare al giudizio né ha avuto la possibilità di comunicare al giudice questo impedimento per motivi indipendenti dalla propria volontà (per esempio nel caso di un incidente stradale);
  • a seguito della pronuncia della sentenza impugnata la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha riscontrato una violazione dei diritti e delle libertà fondamentali;
  • dopo che la sentenza è diventata definitiva la Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha dichiarato incostituzionale una specifica disposizione la quale è stata invocata nella sentenza impugnata.

Nei primi 8 casi il termine per la presentazione della richiesta di revisione è di un mese, mentre per l’ipotesi di cui al punto 9 il termine è di 15 giorni e decorrere dalla data in cui l’impedimento è venuto meno. Per quanto riguarda le ipotesi previste nei punti 10 e 11 il termine per formulare la richiesta di revisione è di tre mesi e decorre dalla data della pronuncia della sentenza della CEDU e dalla data della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale della Romania. La comparsa di risposta è obbligatoria e deve essere presentata almeno cinque giorni prima dalla data della prima udienza.

Se la richiesta di revisione è accolta il giudice adito riformerà, in tutto o in parte, la sentenza impugnata mentre nel caso in cui si tratti di una sentenza in contrasto con altre sentenze definitive annullerà la sentenza oggetto di revisione.

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran