Violenza domestica, nuove forme di tutela per le vittime

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i Paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.

La violenza domestica è il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione di coppia, quali il matrimonio e la coabitazione. Il termine è solitamente utilizzato per fare riferimento alla violenza tra partner, ma viene utilizzato talvolta per riferirsi alla violenza nei confronti dei figli, o più in generale la violenza all’interno di una famiglia.

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa e le risorse economiche di sostentamento.

In Romania le vittime di violenza domestica potranno beneficiare di una nuova forma di protezione la quale consiste nel mettere a disposizione degli alloggi gestiti dalle competenti autorità locali. Questa disposizione è inserita in un progetto di legge del Governo pubblicato, nell’ambito del programma sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, sul portale web del Ministero del Lavoro.

Il progetto del governo romeno sulla tutela delle vittime di abusi domestici recentemente avviato dal Ministero del Lavoro intende attuare il Programma Nazionale per la Protezione delle Vittime di Violenza Domestica (PNPVVD) attraverso il quale i soggetti che sono stati vittime di abusi domestici potranno beneficiare di alloggi protetti (ed il cui indirizzo non dovrà essere reso noto all’aggressore) e, allo stesso tempo, potranno usufruire di servizi di supporto per l’integrazione o il reinserimento professionale.

Attualmente il disegno di legge in questione non si applica; per poter entrare in vigore è necessario che venga prima adottato dal Governo e poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania.

Il PNPVVD intende mettere a disposizione  una rete di alloggi protetti per le vittime di violenza domestica. In particolare, se la vittima soddisferà determinati requisiti, concernenti il rischio e la vulnerabilità, potrà beneficiare di un alloggio per la durata di un anno; ricorrendo determinate condizioni la durata del soggiorno potrà essere prorogata.

Al fine di poter accedere ad una casa protetta la vittima dovrà sottoscrivere un contratto con una clausola di riservatezza tramite la quale si impegna a non rivelare l’indirizzo all’aggressore o a terzi, garantendo in tal modo la propria sicurezza e quella degli altri soggetti collocati nella struttura.

Oltre alla collocazione in una casa protetta le vittime di abusi domestici potranno anche partecipare a gruppi di sostegno e avere accesso ai servizi di orientamento professionale per l’inserimento o la reintegrazione nel posto di lavoro.

Per essere inclusi nel PNPVVD le vittime di abusi domestici dovranno soddisfare determinate condizioni di rischio, ed in particolare devono aver beneficiato, negli ultimi 5 anni, di una misura di protezione (sotto forma di un provvedimento di tutela permanente o provvisorio) oppure essere stati iscritti nei registri di uno o più servizi pubblici di assistenza sociale che offrivano varie misure di sostegno.

In aggiunta ai requisiti concernenti il rischio la vittima dovrà anche soddisfare alcune condizioni di vulnerabilità, come la dipendenza economica dall’aggressore (in quanto non possiede un reddito oppure ha un reddito insufficiente) o la mancanza di un titolo professionale.

Il progetto di legge in esame, da una parte, completa ed integra le modifiche apportate nell’estate dello scorso anno alla legge n. 217/2003 sulla prevenzione e la lotta alla violenza domestica (in base alle quali è stato introdotto nella vigente legislazione in materia di violenza domestica l’intervento d’urgenza) e, dall’altra parte, costituisce una prima e concreta risposta alla Convenzione di Istanbul, dove nel 2011 il Consiglio Europeo ha adottato un trattato volto a prevenire e combattere la violenza sulle donne in genere e la violenza domestica in particolare.

 

Avv. Salvatore Romano, Studio Legale Sitran